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Crizia

Crizia

Crizia (Munichia (Atene), 460 AC ca. -Atene, 403 AC ), fu un uomo politico di fede oligarchica ed uno scrittore ateniese.

Cenni biografici

Crizia apparteneva ad una delle più ricche e nobili famiglie dell'aristocrazia ateniese. Il padre, Callescro, secondo quanto riferisce Lisia nel discorso Contro Eratostene, fu nel 411 AC uno dei più importanti membri del governo oligarchico dei Quattrocento. Egli era cugino del padre di Andocide, che apparteneva alla più antica famiglia dell'Attica. Legato ad Alcibiade fu coinvolto con lui nel 415 AC nel processo delle Erme con l'accusa di averle mutilate. Partecipò al regime oligarghico dei Quattrocento nel 411 AC insieme al padre, come risulta dalle testimonianze del discorso Contro Teocrine, e fu esiliato in Tessaglia, come riporta Senofonte nelle Elleniche, quando venne ripristinata in Atene la democrazia. Ebbe la sua rivincita politica dopo la sconfitta di Egospotami ad opera dell'eterna rivale Sparta alla fine della guerra del Peloponneso. Ritornò nella città nel 404 AC al seguito dello spartano Lisandro e divenne capo dei Trenta Tiranni che instaurarono un regime di terrore mandando a morte gli oppositori democratici e persino un ex-alleato come Teramene. Numerosissimi cittadini ateniesi furono costretti ad andarsene dalla città; in tal modo si auspicava un ritorno alle mitiche origini agricole di Atene. Crizia attaccò i ricchi meteci, che non erano cittadini ateniesi, cercando di distruggere la loro influenza e di incamerare le loro ricchezze. Perì combattendo contro i democratici di Trasibulo, che avevano occupato il Pireo, nello scontro di Munichia. Fu zio di Platone, che gli intitolò il dialogo Crizia (dialogo) e discepolo di Gorgia e Socrate. Senofonte, nelle Elleniche, lo descrive come un convinto estremista filospartano. Scrisse un po' di tutto, dalla prosa, al teatro e all'elegia politica. Rimangono diversi frammenti a lui attribuiti, soprattutto di una tragedia intitolata Piritoo e di un dramma satirico intitolato Sisifo.

Il governo di Crizia

Crizia e Alcibiade

Opere

Le "Politèiai

La "Costituzione degli Ateniesi"

Sisifo

Proemii per discorsi all'assemblea

Categoria:Biografie

Atene

Atene (in greco Αθήνα, traslitterato come Athína) è la capitale della Grecia e capoluogo dell'Attica. In antichità il nome della città era Ἀθῆναι, plurale di Ἀθήνη, nome greco della dea Atena. Il nome nella forma moderna di Αθήνα fu ufficialemente adottato nel 1970. Fu la prima città ad adottare la prima forma di governo democratica attestata storicamente. Attualmente la città ha una popolazione di circa 750.000 abitanti, con un area metropolitana estesa di circa 3,7 milioni abitanti.

Storia

1970 1970] La storia degli Ateniesi comincia con un mito. Gli abitanti di Atene, come per la maggioranza delle persone di tutto il mondo e di tutti i tempi, affidano le proprie origini storiche a situazioni molto simili alle favole; ma non si trattava del tutto di storie inventate: erano un riflesso di verità parziali, deformate e remote, di fatto irrecuperabili, trasmesse a voce da generazione a generazione per mezzo di canti e balli. In queste leggende l'origine di tutto era una dea, che in principio formava un tutt'uno con la città che creò, e dalla quale prende il nome: Atena. È un nome molto antico, non greco, come indicato dalla sillaba finale -na, un suffisso etrusco. Atena fu fondata dal leggendario Cecrope, che era un mezzo uomo e mezzo serpente. Viene considerato l'autentico primo re di Atene.

L'antica polis, città stato

Cecrope] Atene ebbe origine come roccaforte acheo-micenea. Della sua storia prima del 594 a.C. si sa solo che vi fu un periodo monarchico (che ricalca la leggenda dei sette re di Roma) durante il quale regnarono dieci re di cui il primo fu Teseo mentre l'ultimo fu Kodro, non più seguito da altri monarchi per la sua ottima condotta (considerata irripetibile in un altro regnante futuro). In realtà questa è una leggenda; molto probabilmente infatti la fine della monarchia avvenne perché il potere non fosse concentrato nelle mani di un'unica persona. Quindi si passò da un governo monarchico ad oligarchico dove governavano i nove arconti (dal greco coloro che governano) e il popolo (con sola funzione consultiva) mediante lekklesía. La situazione però non era ancora del tutto stabile infatti nel 636-632 a.C. si verifica un colpo di stato e cominciano i primi conflitti a livello politico tra aristocrazia e demos (il popolo). Quindi nel 594 AC fu designato Solone come arconte con pieni poteri per arrivare ad una conciliazione. Egli fu il primo di una serie di importanti legislatori che si successero ad Atene Clistene, Efialte e Pericle, che segnarono le tappe che portarono alla democrazia. Nonostante Atene nel corso della storia fosse riuscita ad ottenere l'egemonia su tutta quanta la Grecia con la formazione della Lega Delio-Attica (477 a.C.), divenuta col tempo impero ateniese, era destinata a perdere questa posizione a causa della rovinosa guerra del Peloponneso, vero e proprio conflitto tra la lega ateniese e quella peloponnesiaca. Questa guerra trentennale (431-404 a.C.) si concluse quindi col declino della famosa pólis, la quale non riuscì più a tornare la potenza di un tempo. Nonostante Atene avesse formato una nuova Lega nel 377 a.C., l'egemonia sulla Grecia passò, dopo un periodo di continue guerre intestine, alla Macedonia con l'avanzare di Filippo II il grande.

Età moderna

Economia

Sport

Il 18 maggio 1996 la 1^ tappa del Giro d'Italia 1996 si è conclusa ad Atene con la vittoria di Silvio Martinello. Nel 2004 ad Atene si è svolta la 28a edizione dei Giochi Olimpici.

Monumenti

Giochi Olimpici]
- Acropoli

Mitologia

Cecrope, figlio della Terra, fu il primo re mitico della regione di cui Atene era il centro, l'Attica.
Durante il suo regno si scontrarono fra loro due divinità, Atena e Poseidone. Entrambi volevano assicurare protezione alla città, che allora portava il nome di
Cecropia: Poseidone spaccò l'acropoli con un colpo di tridente offrendo alla città una fonte di acqua salata, mentre Atena piantò il primo olivo dalle foglie argentate.
La leggenda indica che fu il popolo a decidere la divinità "eponima" (che dà il suo nome) della città: le donne votarono Atena, gli uomini Poseidone. Cecrope fu eletto arbitro, che indicò nell'olivo il regalo più bello.
Poseidone, preso dall'ira, allagò la regione, ma Atena salvò la città. Il figlio di Cecrope, Cranao, ebbe una figlia che andò in sposa a Anfizione, figlio di Deucalione e Pirra. Questi detronizzò il suocero e consacrò la città ad Atena, dandole il nome di Atene.

Collegamenti esterni

Categoria:Capitali di stato Categoria:Città della Grecia Categoria:Luoghi della mitologia greca ja:アテネ ko:아테네 simple:Athens th:เอเธนส์ zh-min-nan:Athína


460 AC

Eventi

Nati


- Democrito filosofo († 360 AC)

Morti

041

Oligarchia

L'oligarchia (dal greco "oligoi" = pochi e "archè" = essere il primo, governare) è una forma di governo nella quale poche persone controllano l'intero stato. Secondo il principio aristotelico è la degenerazione della forma sana di governo dell'aristocrazia. Categoria:Diritto Categoria:Forme di governo ko:과두정

411 AC

Eventi

Nati

Morti

090

Attica

Statistiche
Capitale:Atene
Area:3.808 km²
Abitanti: 3.756.607 (2001)
Densità di popolazione:987 ab./km²
Codici delle municipalità01xx, Atene,
03xx, Penisola Attica orientale
11xx, Eleusis,
40xx, Pireo, Saronic, Troizina
Hydra, Spetses, Kythira
Numero di prefetture4
Numero di province2
ISO 3166-2:GR-A1 (precedente: GR-02)
Codici telefonici:11+30-210
11+30-229x0
11+30-27340
Codici postali:1xx xx tranne Kythera
801 00 per Kythera
Targhe automobilistiche:YO, YT, YX, YY, YZ, ZB-ZZ
Map
Mappa della Grecia con evidenziata l'Attica
L'Attica è un'antica regione peninsulare della Grecia centro-orientale,

Nomo

L'Attica è una periferia e una prefettura della Grecia (3.381 km², 4.000.000 abitanti circa), con capoluogo Atene, dove si concentrano quasi tutti gli abitanti. Altra città importante è Pireo. L'area è in prevalenza montuosa, con un economia basata sull'agricoltura.

Regione storica

La regione storica è compresa tra il golfo Saronico e il golfo di Petralia. Confinava a ovest con la Megaride e a nord con la Beozia. Comprendeva gli attuali nomi greci di Attica e Beozia. La regione era suddivisa in tre aree distinte:
- Diacria, montagnosa
- Pediàs, la parte centrale più fertile
- Peràlia, lungo le coste. Le città della regioni si governavano autonomamente, con re e culti propri.
Venne unificata verso la fine del VII secolo, con la realizzazione della città-stato di Atene Categoria:Grecia ja:アッティカ

415 AC

Eventi

Nati

Morti

086

411 AC

Eventi

Nati

Morti

090

Senofonte (storico)

Senofonte (Ξενοφων in greco) nacque nel 430 a.C. ad Archeia e morì nel 355 a.C., a Corinto o ad Atene; le date di nascita e di morte non sono note con certezza. Fu mercenario e scrittore poligrafo ed è una delle fonti maggiori sui fatti dei suoi tempi, in quanto di lui rimangono molte opere complete; in particolare da lui, oltre che da Platone, provengono molte notizie riguardanti la vita e i detti di Socrate. E' stato soprannominato da Suda "l'ape attica", per la semplicità e la chiarezza della sua prosa. Figlio di Grillo e discepolo di Isocrate. In gioventù venne anche in contatto con Socrate, di cui fu uno dei discepoli. La sua Apologia di Socrate si discosta per certi versi da quella di Platone; questo ha dato luogo a molti dibattiti sulla figura storica di Socrate. Militò nei cavalieri, che influirono sulle sue scelte politiche conservatrici (si dice fosse filospartano). Appoggiò quindi il regime dei trenta tiranni e, quando Trasibulo restaurò la democrazia, abbandonò Atene. Nel 401 AC infatti partecipò ad una spedizione di mercenari greci comandati da Clearco di Sparta e ingaggiati, dopo la fine dalla Guerra del Peloponneso, da Ciro il Giovane per il suo tentativo di sostituire sul trono di Persia il fratello maggiore imperatore Artaserse II di Persia. Nella battaglia di Cunassa prevalsero le forze di Ciro, ma questi morì; Clearco, invitato a negoziare con le forze di Artaserse venne sopraffatto ed ucciso ed i greci, in diecimila circa, si trovarono in un territorio ostile, a migliaia di chilometri dalle loro città e senza comandante. Essi però seppero darsi dei buoni condottieri, tra i quali lo stesso Senofonte, e con una marcia epica verso il nord attraverso l'Armenia, raggiunsero Trapesunda (Trebisonda), sul Ponto Eusino (Mar Nero), e di qui imbarcarsi per la Tracia e quindi la Grecia. Il racconto di questa impresa è il contenuto nella più nota delle opere di Senofonte, l'Anabasi ("Spedizione"). Senofonte fu esiliato da Atene, probabilmente per aver combattuto a Coronea con il re di Sparta Agesilao contro la stessa Atene, o forse per essere stato mercenario di Ciro. Egli ottenne dagli spartani una proprietà a Scillonte, vicino ad Olimpia, nell'Elide; qui compose l'Anabasi, ma successivamente venne cacciato e dovette rifugiarsi a Corinto. Suo figlio combattè con gli ateniesi a Mantinea (morì combattendo eroicamente) e il suo esilio potrebbe essere stato revocato. Egli viene ricordato come il primo sostenitore delle attività di equitazione nella quale si dia importanza su un rapporto di affetto fra uomo e cavallo.

Opere


- Opere storiografiche
  - Anabasi
  - Ciropedia
  - Elleniche
  - Agesilao
  - Costituzione di Sparta
- Opere su Socrate
  - Memorabilia
  - Apologia di Socrate
  - Simposio
  - Economico
- Trattati tecnici
  - Equitazione
  - Ipparchio
  - Caccia con i cani
  - Modi e strumenti Categoria:Condottieri Categoria:Scrittori greci Categoria:Storici greci Categoria:Biografie ja:クセノポン

Sparta

Sparta (Σπάρτη) è una città di 13.000 abitanti, capoluogo del nomo della Laconia, nel Peloponneso meridionale (Grecia), situata sulla destra del fiume Eurota tra i rilievi del Parno a est e del Taigeto a ovest. Della città antica, che sorgeva su sei colli, sono rimasti pochi resti archeologici: un santuario ad Artemide Ortia, l'acropoli con il tempio ad Atena Chalkioikos e i resti di un teatro ellenistico-romano.

Storia

Si sviluppò nel X sec. a.C. dalla fusione di quattro villaggi dorici: Cinosura, Limnai, Pitana e Mesoa. La città, nota anche con il nome di Lacedemone, si diede una rigida organizzazione militare: a questo proposito si narra del semileggendario Licurgo che nel 820 AC avrebbe dato allo stato spartano una costituzione dal carattere marcatamente militarista. In effetti con successive azioni belliche Sparta dall'VIII secolo AC al V secolo AC sottomise pesantemente le popolazioni della Messenia e impose la propria egemonia sull'intero Peloponneso. La società era divisa in tre classi:
- gli spartiati, proprietari della gran parte delle terre e detentori di tutto il potere;
- i perieci, commercianti e artigiani, discendenti di popolazioni che si erano arrese agli spartiati;
- gli iloti, servi che lavoravano la terra dei padroni, a cui dovevano consegnare gran parte del raccolto. Il potere veniva esercitato da:
- due re, che col passare del tempo, persero gran parte dei loro poteri;
- 28 geronti o anziani (oltre i 60 anni), che costituivano il senato chiamato gerusia;
- l'apella, assemblea popolare degli spartiati con più di trent'anni;
- 5 efori o magistrati, che esercitavano il controllo effettivo sullo stato. Gli spartani combatterono nella seconda guerra persiana (481 AC|481 a.C.), inviarono Leonida alle Termopili, Euribiade a Salamina e il loro re Pausania comandò le forze greche nella battaglia di Platea nel 479 AC. Successivamente Sparta si trovò a contrastare l'espansione di Atene e dovette subire una rivolta degli iloti (466 AC) e una dei messeni (465 AC - 455 AC). Riprese le ostilità con Atene, si giunse ad una tregua nel 445 AC e successivamente alla guerra del Peloponneso (431 AC - 404 AC) che vide il mondo greco diviso in due campi e si concluse con la occupazione di Atene e con la supremazia di Sparta sull'intera Grecia. Questa posizione di predominio fu di breve durata, a causa della sua debolezza economica e del fallimento di imporre con la forza alle altre città greche il proprio modello oligarchico. Sparta quindi entrò in conflitto con Tebe e da questi, sotto il comando di Epaminonda, fu sconfitta nel 371 AC a Leuttra. Nell'anno successivo Epaminonda invase il Peloponneso, assediò Sparta e le tolse il controllo dalla Messenia. Sparta si alleò poi con Atene contro Tebe, ma nel 362 a.C. venne di nuovo sconfitta da Epaminonda nella battaglia di Mantinea. Dopo la vittoria di Filippo il Macedone a Choronea nel 338 AC sulle forze greche capeggiate da Tebe e Atene, Sparta fu assoggettata ai macedoni. Successivamente fece parte della lega achea e nel 146 AC venne assorbita dall'impero romano, insieme a tutte le città greche. Alla fine del IV secolo venne distrutta dai Goti di Alarico e nei suoi pressi fu costruita la cittadina di Mistra (o Misitra). Nel 1460 venne occupata dai turchi, ritornando alla Grecia nel 1828. Categoria:Città della Grecia ja:スパルタ

404 AC

Eventi

Nati

Morti

097 nb:404 f.Kr.

Platone

Platone (in greco Πλάτων), soprannome di Aristocle (Atene, 427 AC - Atene, 347 AC), fu un filosofo greco discepolo di Socrate e maestro di Aristotele.

Biografia

Aristotele Nacque da famiglia aristocratica, e fin da giovane età decise di dedicarsi alla vita politica; ma a causa di alcuni gravi avvenimenti tra i quali l'arresto e la condanna a morte di Socrate, suo anziano amico e maestro, il giovane si convinse a rinunciare alla vita politica ed a dedicarsi alla filosofia. Anche la parentela con il più potente dei Trenta tiranni, Crizia, suo zio, lo obbligò a rimanere lontano dalla politica della città praticamente per tutta la sua lunga vita. Nel 399 AC, dopo la condanna a morte di Socrate, Platone si rifugiò a Megara. Nel 396 AC iniziò i suoi viaggi che lo portarono in Egitto, in Cirenaica dove conobbe Aristippo ed il matematico Teodoro, ed in Italia dove incontrò Archita di Taranto. A questo periodo probabilmente risalgono le redazioni dei primi dialoghi - i cosiddetti "Primi dialoghi diretti". Questi dialoghi presentavano le discussioni di Socrate relative alla confutazione delle opinioni errate e contestavano l'innovativa cultura dei sofisti. (Nota: Per il rapporto tra le opere e la vita di Platone, si rimanda al paragrafo sulla cronologia dei Dialoghi platonici) Nel 388 AC Platone fece il suo primo viaggio in Sicilia alla corte di Dioniso il Vecchio, dove strinse amicizia col cognato del tiranno, Dione. L'anno successivo tornò ad Atene, dove fondò l'Accademia; a questa fase risalgono i dialoghi pedagogici del Fedro, del Fedone e del Simposio, un metaforico invito a provare la perennità del bello o l'immortalità dell'anima. Nel 367 AC giunse ad Atene Aristotele, che divenne subito un membro attivo dell'Accademia. Nello stesso periodo Platone fece il suo secondo viaggio in Sicilia, chiamato da Dione. Il motivo di questo secondo viaggio era la speranza, sempre coltivata dal filosofo ateniese, di esercitare attraverso la filosofia un'influenza pedagogica sul governo politico della città. Ma Dionigi il Giovane, figlio del vecchio tiranno della città, divenne sospettoso delle reali intenzioni di Dione e lo condannò all'esilio, imprigionando anche Platone. Liberato dopo molte insistenze, Platone tornò ad Atene dove si occupò della redazione di varie opere: Parmenide, Teeteto, Sofista, Politico e Filebo. Nel 361 AC Platone compì il suo terzo viaggio in Sicilia, richiamato dal desiderio di Dionigi di dedicarsi nuovamente allo studio della filosofia. Ma anche questo tentativo si ridusse ad un fallimento, e Platone poté lasciare Siracusa solo grazie all'intervento dell'amico Archita, tiranno di Taranto. Con questo insuccesso tramontava definitivamente il sogno platonico del "re filosofo", e la fama di Platone rimaneva legata ormai al prestigio sempre più grande dell'Accademia, all'interno della quale egli si rinchiuse fino alla morte. A quest'ultimo periodo appartengono il Timeo, il Crizia e le Leggi. Nel 347 AC Platone morì e venne sostituito alla guida dell'Accademia dal nipote Speusippo.

Opere

Dialoghi

Ordinamento in tetralogie

L'ordinamento in tetralogie risale al grammatico Trasillo, del I secolo DC. Essendo l'ordine più seguito nelle edizioni critiche dell'autore, appare doveroso riportarlo. La nota (1) indica il mancato consenso generale che l'opera sia effettivamente di Platone, mentre la nota (2) indica il pieno consenso generale che Platone non ne sia affatto l'autore.
- I. Eutifrone , Apologia di Socrate , Critone, Fedone
- II. Cratilo , Teeteto , Sofista, Politico
- III. Parmenide, Filebo , Simposio , Fedro
- IV. Alcibiade primo (1), Alcibiade secondo (2), Ipparco (2), Amanti (2)
- V. Teage (2), Carmide, Lachete, Liside
- VI. Eutidemo, Protagora, Gorgia, Menone
- VII. Ippia Maggiore (1), Ippia Minore, Ione , Menesseno
- VIII. Clitofonte (1), La Repubblica, Timeo, Crizia
- IX. Minosse (2), Leggi, Epinomide (2), Lettere Altri testi ci sono giunti sotto il nome di Platone, ma sin dall'antichità furono considerati spurii:
- Assioco (2), Definizioni (2), Demodoco (2), Epigrammi, Erissia (2), Alcione (2), Sulla Giustizia (2), Sulla Virtù (2), Sisifo (2)

La genesi dell'idealismo dal problema della giustizia

Quella che in termini storici possiamo chiamare "filosofia platonica" - ovvero il corpus di idee e di testi che definiscono la tradizione storica del pensiero platonico - è sorta dalla riflessione sulla politica. Come scrive Alexandre Koiré: "tutta la vita filosofica di Platone è stata determinata da un avvenimento eminentemente politico, la condanna a morte di Socrate".
Occorre tuttavia distinguere la "riflessione sulla politica" dall'"attività politica". Non è certo in quest'ultima accezione che dobbiamo intendere la centralità della politica nel pensiero di Platone. Come egli scrisse, in tarda età, nella Lettera VII del suo epistolario, proprio la rinuncia alla politica attiva segna la scelta per la filosofia, intesa però come impegno "civile". La riflessione sulla politica diventa, in altre parole, riflessione sul concetto di giustizia, e dalla riflessione su questo concetto sorge un'idea di filosofia intesa come processo di crescita dell'Uomo come membro della polis.
Fin dalle prime fasi di questa riflessione, appare chiaro che per il filosofo ateniese risolvere il problema della giustizia significa affrontare il problema della conoscenza. Da qui la necessità di intendere la genesi del "mondo delle idee" come frutto di un impegno "politico" più complessivo e profondo.

La dottrina della conoscenza

Riprendendo l'insegnamento di Socrate, Platone compie un duplice passo avanti. Anzitutto egli non si limita a indagare la virtù etico-politica del buon cittadino, ma estende l'ambito della sua ricerca all'insieme dei valori teorici e pratici che sono a fondamento delle diverse tecniche. Non si interroga solo sul bene, la pietà religiosa o la giustizia, ma anche sul bello, sull'utile, sul vero ecc. In secondo luogo, egli offre una risposta decisiva al problema dell'insegnabilità della virtù (aretè): questa può essere oggetto d'apprendimento se coincide con la vera scienza (epistème). L'uomo giusto è, innanzitutto, cultore della vera scienza e della verità di tutte le cose.
In questo senso, ogni tecnica particolare - che è il luogo della praxis - deve essere fondata su una conoscenza teorica fondata universalmente - il luogo della noesis. L'errore contro cui Platone combatte, rappresentato dalla cultura sofista - consiste nel basare la conoscenza sulla sensazione - Teeteto -. Al contrario, solo l'anima, e non i sensi, può conoscere l'aspetto "vero" delle cose.
Il modo in cui l'anima esprime la sua facoltà conoscitiva è la reminiscenza (anamnesis). Conoscere è ricordare: l'anima possiede in sé i concetti fondamentali che danno forma al sapere - Menone -. La più compiuta teoria della conoscenza è quella esposta nel dialogo sulla La Repubblica rappresentabile col seguente schema: Solo la conoscenza intelligibile assicura un sapere vero e universale; affidarsi a immaginazione e credenza significa confondere la verità con la sua immagine.

L'ontologia

Su che cosa si fondano, e che rapporto hanno le idee con gli oggetti della conoscenza sensibile? La risposta a questa domanda costituisce la cosiddetta ontologia platonica.
Il testo fondativo di questo aspetto del pensiero platonico è senza dubbio il celebre "mito della caverna" del libro VII de La Repubblica. In esso, il mondo sensibile è dato come immagine evanescente e imperfetta del mondo delle idee, inteso invece come "mondo vero" e fondamento di tutto ciò che è. Platone stesso fornisce l'interpretazione dell'allegoria: lo schiavo che viene liberato dalla caverna rappresenta l'anima, che si libera dai vincoli corporei mediante la conoscenza. Le cose del mondo esterno rappresentano le idee, mentre gli oggetti nella caverna (e le immagini di essi proiettate sulla parete) non sono che le loro copie imperfette. Il sole, che permette di riconoscere l'aspetto vero della realtà, è simbolo dell'idea del bene, l'idea suprema in vista di cui l'intero mondo delle idee è costituito e al quale essa conferisce la sua unità.
Una conferma di tale impostazione ontologica del reale è data nel mito narrato nel dialogo Fedro, attraverso l'immagine della faticosa salita dell'anima al mondo iperuranio delle idee, così descritte: «essenze incolori, informi e intangibili, contemplabili solo dall'intelletto (...) essenze che sono scaturigine della vera scienza».
L'ontologia platonica si presenta dunque come "dualistica", comprensiva cioè di due piani concettuali, quello delle cose (gli enti) e quello delle idee, tra i quali tuttavia esiste una differenza ontologica, cioè incolmabile e costitutiva della loro stessa natura. L'unico rapporto possibile tra il piano delle cose e quello delle idee è quello "mimetico": ogni realtà sensibile (ente) ha il suo modello (eidos) nel mondo intelligibile. L'unico "salto" possibile tra i due livelli è quello che può compiere l'anima, elevandosi attraverso la conoscenza dall'esistenza materiale a quella intellettuale.

Ontologia e dialettica

Come conciliare la differenza tra mondo sensibile e intelligibile e tuttavia la loro corrispondenza? Come partecipano tra loro i due piani della realtà? A queste domande è chiamata a rispondere la dialettica.
Il problema è legato storicamente alla presenza nell'Accademia di Aristotele, durante gli anni della tarda maturità platonica. È infatti presumibile che da un certo momento la critica aristotelica all'"ontologia della differenza" abbia costretto il vecchio maestro a rivedere criticamente le sue originali concezioni in funzione di un maggior "realismo" logico della teoria delle idee. In sostanza, la domanda è: se il mondo delle idee e quello empirico si contrappongono - essere e non-essere - che senso ha porre l'idea come causa della realtà apparente? Non sarebbe più coerente concludere che esiste solo il mondo delle idee, riducendo il mondo delle cose a pura illusione?
La prima soluzione che Platone aveva cercato a questa aporia era stata la teoria della partecipazione (mèthexis): le cose particolari parteciperebbero dell'idea corrispondente. In una seconda fase, il filosofo aveva proposto la teoria dell'imitazione (mimesis), secondo la quale le cose sono imitazioni della loro idea. Ma entrambe le risposte mantenevano aperte molte e complesse contraddizioni di carattere logico.
In una terza fase, Platone mette in discussione una delle basi parmenidee della sua ontologia, quella della immobilità dell'essere: il mondo delle idee assume l'aspetto di un sistema complesso, in cui trovano posto i concetti di diversità e molteplicità. Più che di una contrapposizione tra idea e realtà, entra in gioco il principio della divisione (diairesis) del mondo intelligibile, che consente di collegare dialetticamente ogni realtà empirica al suo principio sommo. Ciascuna idea si articola con quelle ad essa subordinate (più particolari) e sovraordinate (più generali), secondo regole dialettiche di somiglianza e comunanza (generi, specie). In questa ipotesi teorica entra in gioco la possibilità dell'errore: esso consiste nella determinazione di connessioni arbitrarie tra generi e specie. Inoltre, viene profondamente modificato il concetto stesso di "non-essere": esso non è più il "nulla", ma viene a costituirsi come il "diverso", un'altra modalità dell'essere. La diairesis non elimina, naturalmente, il carattere trascendente delle idee, ma avvicina maggiormente il metodo dialettico alle possibilità conoscitive del metodo scientifico.

Testi

In italiano


- Disponibili alcune opere in formati differenti: [http://www.liberliber.it/biblioteca/p/plato/index.htm sito LiberLiber]

Articoli correlati

:Categoria:Dialoghi platonici

Collegamenti esterni

Platone Platone Platone ja:プラトン ko:플라톤 ms:Plato simple:Plato th:เพลโต

Gorgia

Gorgia (Γοργἰας), retore greco del V secolo AC, è considerato uno dei maggiori esponenti della Sofistica.

Vita

Nato a Leontini (odierna Lentini), città della Sicilia (al tempo parte della Magna Grecia) intorno al 483 AC, nel 427 prese parte a una ambasceria ad Atene per richiedere aiuti militare nella guerra in corso contro Siracusa. Gli Ateniesi rimasero grandemente colpiti dalla sua abilità oratoria, tanto che Gorgia si fermò ad Atene, dove si diede all'insegnamento della retorica, che gli fruttò notevoli fama e ricchezze. Tipico dell'oratoria di Gorgia era l'ampio uso di complesse figure retoriche, desunte dal linguaggio poetico ed epico. Morì in Tessaglia intorno al 375 AC, più che centenario. Si tramanda fosse stato discepolo del filosofo naturalista Empedocle e che fosse stato in contatto anche con la scuola eleatica di Parmenide.

Contenuto delle opere principali

Opere principali di Gorgia sono lEncomio di Elena e Sul non essere o sulla natura. L'attribuzione della prima, tuttavia, è incerta. Il contenuto della seconda ci è tramandato tramite una parafrasi di Sesto Empirico. Nella prima opera Gorgia difende Elena dall'accusa di essere stata causa della guerra di Troia, con la sua decisione di tradire il marito Menelao e seguire Paride. Elena è innocente, perché fece quel che fece o mossa da un principio a lei superiore (che si tratti degli dei o della Necessità), o rapita con la forza, o persuasa da discorsi, o vinta dall'amore. In ogni caso il movente rimane esterno alla sua responsabilità. Nella seconda opera Gorgia dimostra, tramite procedimenti di reductio ad absurdum, tre ipotesi:
- Nulla è.
- Se anche qualcosa fosse, non sarebbe conoscibile.
- Se anche qualcosa fosse conoscibile, non sarebbe comunicabile.

Interpretazione dell'opera

Le interpretazioni di Gorgia si possono dividere fondamentalmente in due tipi, a seconda che si considerino le sue opere scritte con intento serio o ironico. Nel secondo caso, difatti, il trattato
Sul non essere sarebbe unicamente una parodia delle dottrine e dello stile argomentativo tipico di Parmenide e della sua scuola e non, piuttosto, una presa di posizione convinta che invece farebbe di Gorgia, secondo alcuni, un precursore del nichilismo. Resta quindi dubbio se Gorgia avesse un'effettiva sfiducia nelle possibilità conoscitive dell'uomo o non, piuttosto, un'enorme fiducia nelle possibilità del linguaggio, in grado di dimostrare tutto e il contrario di tutto, svincolato da ogni criterio di verità. Significativo, in tal senso, il grande spazio concesso, nella difesa di Elena, al potere della parola. Il discorso è definito da Gorgia come "un potente signore, che col più piccolo è impercettibile dei corpi riesce a compiere le imprese più divine". Resta tuttavia incerto quanto la coscienza da parte di Gorgia dell'onnipotenza della parola fosse filosoficamente consapevole ed elaborata o non piuttosto un ovvio corollario della sua attività retorica. Un'interpretazione forte e filosofica del pensiero di Gorgia tenta invece di tracciare un percorso che, partendo dal naturalismo proprio di Empedocle conduce alla cosiddetta crisi eristica, di stampo nichilista, sino a uno sbocco in un più sereno scetticismo del linguaggio.

Opere

Opere conservate:
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Sul non essere o sulla natura
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Encomio di Elena
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In difesa di Palamede L'attribuzione a Gorgia di queste due ultime è discussa. Opere conservate in frammenti:
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Epitafio per i morti della guerra del Peloponneso Opere perdute:
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Discorso Olimpico
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Discorso Pitico
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Encomio di Elide Si presume inoltre che Gorgia avesse redatto diversi manuali di retorica contenenti numerose orazioni da memorizzare come esempî. Gorgia Gorgia Gorgia

Categoria:Biografie

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Note


Metropolitan Toronto Council

The Municipality of Metropolitan Toronto was the name of the highest level of municipal government in the Toronto, Ontario, Canada, area from 1954 to 1997. It resembled, in some ways, a regional municipality, being formed of smaller municipalities but having more responsibilities than a county or district. It was commonly referred to as "Metro" or "Metro Toronto" to avoid confusion with the existing City of Toronto, which was one of its members.

History and politics

Formation

In Ontario, the creation of municipalities falls under provincial jurisdiction. Thus it was a provincial act, the Metropolitan Toronto Act, that created this level of government in 1953. When it took effect in 1954, the portion of York County south of Steeles Avenue (an old concession line and township boundary) was severed from the county and incorporated as the Municipality of Metropolitan Toronto. (The area north of Steeles remained in York County, which became York Region in 1971.) As well as the City of Toronto itself, Metro Toronto took in the Towns of New Toronto, Mimico, Weston, and Leaside; the Villages of Long Branch, Swansea, and Forest Hill; and the Townships of Etobicoke, York, North York, East York, and Scarborough. The Metropolitan Toronto Council initially consisted of 12 councillors from Toronto (including the mayor), and one representative (usually a mayor or a reeve) from each of the surrounding municipalities. Metropolitan Toronto also had planning authority over the surrounding townships such as Vaughan, Markham, and Pickering, but these areas did not have representation on Metro Council.

Growth

Frederick Gardiner was the first Metro Chairman, and under his leadership, Metropolitan Toronto underwent a period of substantial growth, including the construction of its early subway network and a number of highways, including the Gardiner Expressway, named in his honour. As a result of this growth, the Province of Ontario reorganized Metro in 1967. The seven small towns and villages, which were no longer any denser than the surrounding areas, were eliminated: this left the city of Toronto and the five townships, which at this time were redesignated as boroughs. (All but East York later opted to be called cities instead.) Long Branch, New Toronto, and Mimico were absorbed into Etobicoke; Weston was absorbed into York; Leaside, into East York; and Swansea and Forest Hill, into Toronto. As the seats on Metro Council were reapportioned according to population, the council was now dominated by the suburban majority; but it continued to address suburban and inner city issues in equal measure.

Political structure

Originally, members of the Metropolitan Toronto Council also sat on their respective lower-tier councils; they were not directly elected to the upper-tier council, and because Toronto councillors often voted in a bloc, inner-city issues tended to dominate. The Province of Ontario changed this arrangement in 1988, requiring direct elections to Metro Council and severing the links between the two tiers. Now only the mayors of the six member municipalities sat on both the upper-tier and lower-tier councils. Metropolitan Toronto became more difficult to manage, and the incentive for the lower-tier councillors to scapegoat Metro council (which they no longer sat on) increased tensions. The first Chairman of Metropolitan Toronto, Frederick Gardiner, was appointed by the province; subsequent chairmen were elected by Metro Council itself. The Metro Chairman was, for many years, an ex-officio member of the Council without having to be elected to Metro Council by constituents as either a local mayor, Controller, alderman or councillor. Beginning in 1988, the Metro Chairman was required to also achieve election as a Metro Councillor representing a ward. As usual in Ontario municipalities, all of these councils were non-partisan, although in later years some councillors (and candidates) did identify themselves explicitly as New Democratic Party members. Metro councillors were elected by simple plurality. From the inception of Metro Toronto until amalgamation, there were six chairmen altogether:
- Frederick G. Gardiner
- William R. Allen
- Albert Campbell
- Paul Godfrey
- Dennis Flynn
- Alan Tonks

Amalgamation

During the 1990s many people came to feel that Metropolitan Toronto, set up to encompass the urban region of Toronto, was no longer relevant. On the one hand it served barely 50% of what was becoming known as the Greater Toronto Area; on the other, its residents often felt more concerned with local matters than Metro-wide ones. When a City of Toronto election ballot included a non-binding referendum question on eliminating the Metro level of government, there was a substantial vote in favor. In the 1995 provincial election, Ontario Progressive Conservative Party leader Mike Harris campaigned on reducing the level of government in Ontario, and promised to examine Metropolitan Toronto with an eye to eliminating it. However, in the end the Harris government announced what they saw as a superior cost-saving plan: Metro Toronto would be amalgamated with its six member municipalities to form a new City of Toronto. In effect, the existing City of Toronto and the other five municipalities would be abolished and the larger Metro government retained. The announcement touched off a firestorm of public objections to the "megacity" plan. In March 1997 a referendum in all six municipalities produced a vote of more than 3:1 against amalgamation; in April, both opposition parties held a filibuster in the provincial legislature. But the Harris government, with a solid majority, stood firm, denounced all opposition, and passed the City of Toronto Act. The amalgamation took place at year's end: on January 1, 1998, the new City of Toronto was born.

City Hall and Metro Hall

At its inception in 1953, Metro was headquartered at 67 Adelaide Street East. When the new Toronto City Hall opened in 1964, one of its twin towers was intended for Metro Toronto offices and the other for the City of Toronto; the two councils shared the central Council Chamber. Eventually this space proved inadequate and; committee facilities and councillors' offices were relocated to 390 Bay Street, across from City Hall, although Metro Council continued to meet in the City Hall council chamber. Finally, in 1992, the Metro government moved out of Toronto City Hall altogether and into a newly constructed Metro Hall at 55 John Street, which was designed by the architects Brisbin, Brook, Beynon. The amalgamated council chose to meet at City Hall, though temporarily met at Metro Hall while City Hall was retrofitted for the enlarged council. Metro Hall continues to be used by the City of Toronto for the purposes of office space.

Services

The following is a list of services that were funded and provided by the Metro government:
- Welfare, homes for the aged, children's services (i.e., child care)
- Policing - Metro Toronto Police
- Public transit - Toronto Transit Commission
- Regional parks including the Toronto Islands, waterfront park and valley parks systems - Metro Toronto Parks and Culture
- Regional planning
- Arterial roads and expressways - Metro Toronto Roads and Transportation
- Ambulance services (now Emergency Medical Services) - Metro Toronto Ambulance
- Sewage treatment, Water filtration and distribution - Metro Toronto Works
- Solid waste disposal (but not collection, which was a lower tier responsibility) - Sewage treatment was part of Metro Toronto Works
- Social services, hostels, public housing, children's services - Metro Toronto Community Services and Metro Toronto Hostel Services Division
- The Metropolitan Toronto Library Board, which directly operated the central reference library and provided coordination between the municipal public libraries within Metro In addition, the following agencies were Metro government agencies:
- Metro Toronto Zoo (now Toronto Zoo)
- Hummingbird Centre for the Performing Arts
- Exhibition Place
- Metro Toronto and Area Conservation Authority

External links


- [http://www.e-laws.gov.on.ca/DBLaws/RepealedStatutes/English/90m62_e.htm Municipality of Metropolitan Toronto Act] (Repealed in 2000)
- [http://www.worldhistory.com/wiki/Y/York-County,-Ontario.htm York County]
- [http://www.e-laws.gov.on.ca/DBLaws/RepealedStatutes/English/ Metro Toronto Act 1954 (revised 1988)]
- [http://www.worldhistory.com/wiki/M/Metropolitan-Toronto.htm Metro Toronto] Category:Metro Toronto Category:Historic counties of Ontario

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